Non sono il solo a dirlo ma mi pare si respiri un clima diverso qui. Non parlo solo di temperatura o di odori particolari. Si respira un clima che definirei positivo, a differenza del nostro europeo che è molto molto negativo... tutti a parlare di crisi, di lavoro che manca, di stipendi che non permettono di soddisfare i propri bisogni (che poi siano proprio tutti bisogni non ne sono così sicuro...). Mentre qui il lavoro manca, a fine mese neanche si pensa eppure il clima è più leggero! Non ci sono drammi. Tutto è più leggero nonostante le tante e grandi difficoltà. C'è da imparare...
lunedì 16 gennaio 2012
venerdì 23 dicembre 2011
Betty
Oggi è ripassata di qua Betty.
Ha un bellissimo sorriso e due occhi
grandi così.
Ha 15 anni ed è scappata qualche mese
fa da Bubaque dove viveva con la sua famiglia. La sua mamma però
qualche mese fa è morta e suo padre e i suoi zii la trattavano male.
È salita su una barca ed è arrivata a Bissau.
Non aveva nessuno e si è presentata
una notte in parrocchia. Spaurita ma non del tutto abbattuta. Sarà
per la sua giovane età, ma un sorriso non lo nega a nessuno.
Ha dormito qui al CIFAP quella sera ed
il giorno successivo ha fatto colazione e pranzo insieme a noi. Poi è
arrivato “Zio” Fernando che con la sua associazione si è
attivato per trovarle qualche parente in capitale che potesse badare
a lei. Così il giorno dopo è andata via, dopo averci salutati tutti
e ringraziati. Anche i padri che a volte fanno un po' i burberi si
sono inteneriti del sorriso di Betty.
Così oggi si è ripresentata al CIFAP.
Cercava P. André che però tardava a tornare. Aveva bisogno di 2000
franchi per andare a fare una visita nella clinica. Dalla sua ultima
visita qualcosa era cambiato. Le ho notato subito un accenno di
pancia. Le ho chiesto il perchè della visita e lei un po' con
vergogna mi ha risposto: “per la pancia!”.
A 15 si ritroverà con un figlio.
Chissà chi l'ha ingravidata se ha approfittato della sua gentilezza
e della sua giovane età. Non so ma mi è venuto da pensare che
potessero averle fatto del male, ma chissà, non riesco a capirlo.
Lei ti sorride sempre.
Dice che il prossimo anno andrà a
scuola, ma mi chiedo come farà con il bambino...
“Levan pa tera branku”. Dice che
vuole andare in Europa e mi chiede di aiutarla, di venire con me. I
padri dicono che il suo è uno di quei casi che vanno proprio
aiutati.
Non è facile capire qui chi va aiutato
e chi no. Sono troppi quelli che quotidianamente bussano alla porta
per chiedere aiuto, soldi, vestiti, cibo. È il solito discorso: li
aiuti tutti? Come fai? Non aiuti nessuno? Sono un egoista!
È difficile darsi delle risposte.
sabato 19 novembre 2011
Tartarughe
Viaggio tra le isole dell'arcipelago delle Bijagos sulle tracce delle tartarughe.
Dopo un buon bagno, un po' di pesca...
Andiamo sull'isola di Poilão dove le tartarughe vanno a depositare le uova. Dalla sabbia spuntano infatti i piccoli che, non appena fuori, si dirigono verso il mare per iniziare la loro vita. Ma solo 2 su 1000 sopravviveranno...
Arriva il tramonto e poi la notte...
E' emozionante vederle di notte uscire dall'acqua in un silenzio profondo dove si ode solo il mare, il respiro delle tartarughe e i loro movimenti lenti sulla sabbia...
martedì 15 novembre 2011
Aforisma sull'Africa
Oggi ho ascoltato questa frase che mi pare particolarmente significativa:
"l'Africa non puoi batterla e allora ti conquista".
"l'Africa non puoi batterla e allora ti conquista".
venerdì 4 novembre 2011
venerdì 21 ottobre 2011
Il colonnello dall'altra parte del mondo
In Guinea-Bissau, come in moltissimi altri stati africani, si piange la morte di Gheddafi, anche per via dei suoi molti aiuti mandati a questa parte di mondo. La gente parla con tristezza della sua uccisione e maledice coloro che hanno invaso la Libia.
Certo il colonnello non era un campione di democrazia, ma di campioni se ne vedono ben pochi in giro... anzi...
martedì 11 ottobre 2011
Tera Branku
Ero con Eleonora sulla spiaggia di Bubaque, chiamata Escadinha e
stavamo riposando dopo un piacevole bagno.
Vicino a noi c'erano tre guineensi, come mostra la foto qui in basso.
Quello
seduto sulla sabbia, un ragazzo che abbiamo capito essere un artista, raccontava la
sua prima esperienza fuori dalla Guinea. Si trovava in Danimarca per
fare una serie di concerti e prove musicali.
Era bellissimo ascoltarlo raccontare della terra dei bianchi. Ma
ancora più bello era vedere le facce dei due seduti davanti a lui che lo ascoltavano
assorti e solo di tanto in tanto, quando udivano qualche cosa di
particolarmente eclatante, facevano esclamazioni di sorpresa.
Ovviamente nessuno di quei due è mai uscito dall'isola di Bubaque...
Ovviamente nessuno di quei due è mai uscito dall'isola di Bubaque...
Il ragazzo seduto sulla sabbia raccontava di quando aveva alloggiato in un grande albergo. Al suo arrivo, per ben due giorni non era riuscito a mangiare, anche
perché tutto costava tremendamente caro. Al mattino non sapeva che la
colazione era super abbondante e che li aspettava nella hall
dell'albergo. "Siccome nessuno ci ha invitati noi non siamo andati... e così siamo andati a fare prove di musica per tutto il giorno! Abbiamo cercato di spiegare al manager che eravamo senza cibo da due giorni ma non ne ha voluto sapere!". Solo a sera hanno mangiato ed hanno finito immediatamente tutti i soldi che avevano...
Poi, il ragazzo seduto sulla spiaggia cercava di spiegare ai suoi due ascoltatori come i bianchi sono programmati per risolverti i problemi, ma se li saluti, se dici loro "buongiorno", a malapena ti rispondono!
"I bianchi lavorano come matti. Non pensano molto alle relazioni sociali!".
Mentre noi guineensi, quando abbiamo la luce, una buona formazione, la salute, un po' di cibo, non chiediamo di più! Se vogliamo lavoriamo un po', se no, ce ne stiamo seduti tranquilli... Noi questo vogliamo...".
Come dargli torto?
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