lunedì 19 marzo 2012

Domenica di elezioni in Guinea Bissau

Da Misna.org

"DOMENICA AL VOTO PER PRESIDENZIALI, SARÀ UNA SFIDA A QUATTRO"

“La campagna elettorale è stata tranquilla, senza momenti di tensione e anzi con episodi che fanno ben sperare: come quello di due candidati che si sono ritrovati nello stesso posto per un comizio e che si sono scambiati le rispettive ‘magliette elettorali’ in segno di concordia. O ancora come le tante marce di sostenitori che a Bissau si sono incrociate senza mai causare incidenti dando vita anzi a ‘spettacoli’ musicali e cori di accompagnamento”. Raggiunto dalla MISNA in Guinea Bissau, padre Davide Sciocco, missionario del Pontificio istituto missioni estere (Pime), racconta l’atmosfera che si vive nel paese a due giorni dalle elezioni presidenziali anticipate in programma domenica.

“Secondo l’opposizione – prosegue il missionario – la nota dissonante è stata il sostegno esplicito dei ministri del governo e della stessa primo ministro ad interim, Adiato Diallo Nandigna, al candidato del Partito per l’indipendenza della Guinea Bissau e di Capo Verde (Paigc, al potere), Carlos Gomes Junior. Gomes, già primo ministro, ha di fatto potuto contare su più mezzi rispetto ai diretti avversari. Un altro punto controverso è stato poi il mancato rinnovo delle liste elettorali ferme al 2009: di conseguenza non potrà votare chi ha compiuto 18 anni negli ultimi tre anni”.
In lizza per la poltrona di presidente ci sono nove candidati dopo il ritiro di Ibraima Alfa Djalo: l’esponente del Congresso nazionale africano si è fatto da parte in aperta polemica per la mancata registrazione negli elenchi elettorali di 128.000 giovani e ha accusato il governo di aver volontariamente escluso i cittadini residenti all’estero.

“Tra i nove candidati restanti – prosegue padre Davide – il favorito è sicuramente Gomes. A essere in grado di rivaleggiare con il candidato del Paigc dovrebbero essere in tre: il vicepresidente del Parlamento Manuel Serifo Nhamadjo che si presenta come indipendente e che gode di un largo seguito tra la comunità musulmana; Kumba Yala, del Partito di rinnovamento sociale e che in passato è sempre arrivato primo o secondo; Henrique Pereira Rosa, ex presidente di transizione, anch’egli indipendente, arrivato terzo alle precedenti elezioni”.

Si vota domenica dalle 7 alle 18, ora locale: alle urne sono chiamati 579.000 elettori (ieri hanno votato i militari). Le operazioni elettorali saranno seguite da missioni di osservatori inviate da Unione Africana, Comunità dei paesi lusofoni, Unione Europea e Regno Unito. Se nessuno dei candidati supererà il 50% delle preferenze, i primi due votati andranno al secondo turno. Al voto anticipato si è arrivati dopo la prematura scomparsa, a gennaio, del presidente Malam Bacai Sanha, morto a Parigi in seguito a una lunga malattia.



Aggiornamenti: la domenica di voto è andata bene. Purtroppo però ieri sera è stato ucciso un vecchio capo militare, coinvolto in un antico tentativo di golpe. Continuano i "soliti" regolamenti di conti tra militari...

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