giovedì 25 ottobre 2012

Aggiornamenti da Misna


TENTATO GOLPE O REGOLAMENTO DI CONTI, IPOTESI E SCENARI
Altro

Sono andati avanti nella notte tra ieri e oggi perquisizioni in varie zone di Bissau dopo il tentato golpe di domenica. Lo riferiscono fonti locali della MISNA secondo cui però non ci sarebbero state violenze come era invece avvenuto ieri ai danni di due esponenti dell’opposizione, Silvestre Alves e Iancuba Djola N’Djai. I due, secondo la denuncia fatta tra gli altri dalla Lega guineana per i diritti umani, erano stati trattenuti, picchiati e poi rilasciati dai militari.

Ad alcuni giorni dal presunto colpo di Stato operato da un gruppo di militari che hanno attaccato una caserma dei berretti rossi, reparto d’elite dell’esercito, montano però i dubbi sulla reale dinamica dei fatti. Il governo di transizione ha accusato Portogallo e paesi della Comunità lusofona di aver ordito il golpe, ma secondo fonti bene informate della MISNA i fatti di domenica potrebbero essere conseguenza di un regolamento di conti interno all’esercito stesso o l’insieme di più fattori. Difficile pensare a un golpe dal momento che una sola caserma è stata attaccata e che la situazione è sempre rimasta sotto controllo degli attuali vertici dell’esercito.

La Guinea Bissau è da anni scossa da continui golpe o tentativi di rovesciamento del potere costituito messi in atto dai militari. L’ultimo coronato da successo ha portato lo scorso 12 aprile alla destituzione del primo ministro Carlos Gomes Junior. Subito dopo, con la mediazione della Comunità economica dei paesi dell’Africa occidentale (Cedeao/Ecowas), è stato formato un governo di transizione affidato a Rui Duarte de Barros. Il nuovo corso non è stato però legittimato dall’intera comunità internazionale e in particolare dalla Comunità dei paesi lusofoni.

lunedì 22 ottobre 2012

Altro tentativo di colpo di stato... (?)


da Misna.org

SVENTATO TENTATIVO DI GOLPE, GOVERNO ACCUSA PORTOGALLO
Economia e politica Primo Piano

Un tentativo di golpe è stato denunciato dal governo della Guinea Bissau che ha anche accusato direttamente il Portogallo, la Comunità dei paesi lusofoni e l’ex primo ministro Carlos Gomes Junior. Fonti della MISNA sottolineano che questa è la versione ufficiale riferita nel corso di una conferenza stampa ma che effettivamente una caserma dei berretti rossi, reparto d’elite dell’esercito, è stata attaccata alle prime ore di ieri.

Nell’attacco alla caserma alcuni militari sono stati uccisi, gli aggressori sono stati respinti e alcuni di loro catturati. Il governo ha denunciato il coinvolgimento di Pansau N’Tchama, un capitano dei berretti rossi considerato vicino a Gomes Junior che avrebbe guidato il manipolo dei golpisti poi costretti alla ritirata.

L’attuale governo è esso stesso conseguenza di un colpo di Stato attuato con successo lo scorso 12 aprile ai danni di Gomes Junior, da allora in esilio in Portogallo dopo un breve periodo di detenzione. Al golpe è nei fatti seguita una fase di transizione riconosciuta dalla Comunità economica dei paesi dell’Africa occidentale (Cedeao) ma non altrettanto legittimata dai paesi lusofoni e dalla vecchia formazione al potere, il Partito africano per l’indipendenza di Guinea Bissau e Capo verde (Paigc).

mercoledì 10 ottobre 2012

Giardino / 2


Ecco il giardino con la nuova signora lava-roupa (in basso a destra).
Sotto la palma, a sinistra, si intravede un primo tentativo di orto, con la semina di insalata.

lunedì 8 ottobre 2012

Sabato in giardino

Sono finalmente partiti i lavori per sistemare il giardino. Il cammino è ancora lungo ma ci siamo mossi. Grazie al buon Bless!



martedì 25 settembre 2012

24 settembre festa dell'indipendenza a Bissau


Se a qualcuno interessa qui trovate le ultime notizie sulla Guinea Bissau (fonte MISNA.org)

FESTA DELL’INDIPENDENZA TRA RIVALITÀ POLITICHE E CRISI SOCIALE

E’ in un clima di accese rivalità politiche e di crisi sociale sempre più acuta che la Guinea Bissau celebra oggi il 38° anniversario dell’indipendenza dal Portogallo, raggiunta il 24 settembre 1974. “Come ogni anno c’è la tradizionale sfilata militare, il discorso del presidente in presenza dei membri del governo e, quest’anno dei capi di stato maggiore degli eserciti dei paesi dell’Africa occidentale. E’ una ricorrenza molto sentita dalla gente che sta affluendo verso il centro della capitale anche se si avverte il clima sottotono per la situazione particolare che il paese sta vivendo” dice alla MISNA da Bissau padre Davide Sciocco, missionario del Pontificio istituto missioni estere (Pime) e fondatore di Radio Sol Mansi.

Dopo il golpe del 12 aprile, che ha destituito Raimundo Pereira, la Guinea Bissau ha imboccato la strada della transizione affidata a Manuel Serifo Nhamadjo: un cambiamento politico non riconosciuto da diversi partner internazionali – tra cui la Comunità dei paesi di lingua portoghese (Cplp) e l’Unione europea – che hanno sospeso la cooperazione allo sviluppo. “Senza l’appoggio di una parte della comunità internazionale, la transizione procede con difficoltà e ciò si ripercuote inevitabilmente sulla gestione della normale amministrazione del paese e nella vita quotidiana dei guineani” prosegue l’interlocutore della MISNA.

L’inizio del nuovo anno scolastico è stato subito interrotto da uno sciopero di 60 giorni indetto dai principali sindacati degli insegnanti del settore pubblico per protestare contro il mancato pagamento di 18 mesi di stipendi arretrati che ha costretto gli scolari a rimanere a casa. Inoltre il vescovo di Bissau, monsignor José Câmnate Na Bissign, ha denunciato la totale paralisi del settore sanitario, in particolare la carenza di farmaci contro la tubercolosi e l’aids, causata direttamente dall’isolamento politico e diplomatico del paese. “Nessuno sa quanto durerà, ma chi pagherà le conseguenze di questa nuova crisi saranno, come sempre, i gruppi sociali più vulnerabili: ammalati, donne, bambini e anziani. Per evitare il peggio abbiamo bisogno che qualcuno ci aiuti ad attuare un piano di emergenza” ha sottolineato monsignor Na Bissign.

Una partita per guadagnarsi consensi internazionali potrebbe giocarsi nei prossimi giorni a New York, in occasione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite. Nei corridoi dell’Onu ci saranno il presidente destituito Pereira assieme al suo primo ministro, Carlos Gomes Junior, forti del sostegno della Comunità dei paesi di lingua portoghese; incerta fino a pochi giorni ma ormai confermata anche la presenza del presidente ad interim. Nhamadjo, appoggiato dalla Comunità economica dei paesi dell’Africa occidentale (Cedeao/Ecowas), ha annunciato che mercoledì lascerà Bissau per New York dove spiegherà “al mondo intero le motivazioni che hanno portato al colpo di stato”. In base al calendario prestabilito la transizione dovrebbe concludersi con elezioni generali previste per maggio 2013.

sabato 22 settembre 2012

Di ritorno a Bissau

Con questa foto si capirà, forse, il perché di questa lunga assenza. Insomma, c'era un buon motivo per essere concentrati su altro... 

mercoledì 20 giugno 2012

sabato 9 giugno 2012

giovedì 7 giugno 2012

Betty è tornata a trovarci

Forse qualcuno si ricorderà di Betty. Era passata a dicembre prima di Natale. Oggi è tornata con la sua piccola Aysha. Ho deciso di farle due foto perchè la piccola è veramente bellissima. La giovane mamma Betty ora si sposterà al Sud dove ha ancora qualche parente. Mi ha detto che presto tornerà a salutarci.





mercoledì 6 giugno 2012

lunedì 4 giugno 2012

mercoledì 30 maggio 2012

Bonitasco di Guiné

Alcune foto di questi ultime settimane.

Tramonto a Bubaque


Menino sulla spiaggia di Bruce


 Bulanhas a Bafatà


 Cascate di Saltinho



Strade nel Sud


 Spremitura di olio di Ceben


 Tabanka nel Sud


 Tramonto a Cacine



La raccolta del Cajù

Alcune immagini della raccolta della "castanha de cajù", ossia dell'anacardo, il frutto che produce il maggior volume di reddito per la Guinea Bissau. Oltre all'esportazione del "coco", le donne spremono il frutto e ne ricavano una "buona" bevanda alcolica (dipende dai gusti!).



 





sabato 21 aprile 2012

Pretos, sò cansera

La situazione continua confusa.
Ogni giorno ne senti di tutti i colori e sinceramente sta diventando stressante...
Si sente dire: "arrivano le  forze dell'ONU", poi dicono che siccome mancheranno benzina e soldi la gente si metterà a rubare per le strade e che bisogna espatriare, poi dicono che andrà tutto bene e che possiamo stare tranquilli...
Ieri ero a casa dei vicini e la mama mi diceva non ne può più di questa situazione e di sentir parlare tutti di politica, per la strada, in taxi e in piazza. Ne è satura! Il suo partito, mi diceva, è suo marito che le permette di dar da mangiare ai suoi figli. E chiedeva solo di essere lasciata in pace a pensare di sostenere bene la sua famiglia. Con la speranza che lo stato invece di metterti i bastoni tra le ruote, dovrebbe agevolarti in qualche modo. "Ma anos pretos sò cansera!" (ma per noi neri, solo difficoltà!).
Povera.
Vediamo quali sviluppi nei prossimi giorni.


mercoledì 18 aprile 2012

Golpe/6

Il colpo di stato ha provocato una crisi politica che non è ancora stata risolta. La comunità internazionale preme perché si ristabilisca l'ordine costituzionale e vengano liberati i prigionieri. 
I guineani qui non possono manifestare per via della repressione dell'esercito, ma all'estero (Portogallo, Capo Verde) stanno facendo sentire la loro voglia di un patria normale. 
Intanto qui a Bissau il combustibile scarseggia e gli ospedali sono in difficoltà con conseguenze a volte gravi. Inoltre, si lavora con fatica perché tutti gli uffici pubblici sono chiusi. In mancanza di un governo non si possono prendere decisioni. Così anche i nostri progetti sono fermi.
I militari sembra si siano infilati in un vicolo cieco e non riescano a risolvere la situazione. 
Tutto rimane ancora confuso...

sabato 14 aprile 2012

Golpe/5

Un buon articolo che racconta cosa è successo in questi giorni confusi. Noi stiamo bene e siamo tranquilli nelle nostre case in attesa che tutto si calmi.

Clicca sul link qui sotto:
Un giorno a Bissau

Golpe/4

da Misna.org

I  GOLPISTI PROMETTONO UNA SOLUZIONE POLITICA, È CAOS

Un incontro tra rappresentanti dei militari golpisti ed esponenti dei partiti politici è cominciato questa sera a Bissau: lo dicono alla MISNA giornalisti dell’emittente “Radio Sol Mansi”, accreditando le notizie su un arresto e a un successivo trasferimento del primo ministro Carlos Gomes Junior in una base dell’esercito.

“Per ora – sottolineano le fonti della MISNA – all’incontro stanno partecipando i rappresentanti del partito di Koumba Yala ma non di quello di Gomes, il candidato vincitore del primo turno delle elezioni presidenziali”.

I giornalisti di “Radio Sol Mansi” ritengono verosimili le indiscrezioni che danno il primo ministro agli arresti nella base militare di San Vicente, situata circa 45 chilometri a nord della capitale. Certo appare l’arresto del presidente Raimundo Pereira.

In una nota diffusa nel pomeriggio i militari avevano sostenuto di convocare la riunione con i partiti con l’obiettivo di trovare “una soluzione politica” a “una situazione di caos e paura”. La tensione, in effetti, resta alta. La televisione di Stato ha ripreso a trasmettere, ma manda in onda soltanto musica. I confini con gli altri paesi sono stati chiusi, mentre arrivavano le condanne dell’Unione Africana e dell’Onu. Le strade principali della Guinea Bissau restano presidiate dai militari. La loro tesi, o almeno la tesi dei golpisti, è che il governo stesse attuando un piano “per neutralizzare l’esercito”.

venerdì 13 aprile 2012

Golpe/3

da Misna.org

MILITARI ‘SPIEGANO’ IL GOLPE, PRIME CONDANNE INTERNAZIONALI

Hanno denunciato un presunto complotto ordito da primo ministro e capo dello Stato i militari, autori del golpe, che ieri sera hanno attaccato la residenza di Carlos Gomes Junior.

Secondo una nota letta in queste ore a ruota continua sulle frequenze della radio di Stato, Gomes – che da un paio di mesi ha in realtà lasciato la poltrona di primo ministro per potersi candidare alle presidenziali – e il presidente a interim Raimundo Pereira avrebbero sottoscritto un accordo segreto con il governo dell’Angola con l’intento di legittimare la presenza di truppe straniere in Guinea Bissau, in particolare quelle angolane, così da “impiegarle all’occorrenza per proteggere il governo” in caso di crisi.

“Il comando militare – prosegue la nota – non ha ambizioni di potere, ma è stato costretto ad agire per difendersi da azioni diplomatiche del governo che intendeva neutralizzare l’esercito attraverso forze straniere”. I golpisti fanno diverse allusioni all’Angola, accusata di aver paventato in più occasioni l’ipotesi di interventi armati nel paese, e chiedono alla popolazione, in particolare a quella di Bissau, di astenersi da atti di violenza e di vandalismo.

Incerte restano le informazioni su Gomes e su Pereira. Fonti locali, anche della MISNA, riferiscono dell’arresto dei due, ma la notizia deve ancora essere confermata ufficialmente. Contattata dalla MISNA, la missione locale delle Nazioni Unite ha detto di non avere informazioni precise e ha aggiunto di seguire con attenzione le vicende in corso. Dall’estero sono intanto arrivate le prime reazioni. Il golpe è stato condannato dagli Stati Uniti che hanno chiesto il ripristino dell’ordine costituzionale. Di “atto irresponsabile” ha parlato Desiré Cadré Ouedraogo, presidente della commissione della Comunità economica dei paesi dell’Africa occidentale (Cedeao/Ecowas).

Tentativo di golpe/2

da Misna.org

UNA VOCE DA BISSAU: “SPARI ED ESPLOSIONI, SITUAZIONE ANCORA INCERTA”

“Ho sentito spari ed esplosioni di granate intorno alle 19.45 di ieri. La residenza di Carlos Gomes Junior non è distante, stamattina ho provato ad avvicinarmi ma le strade erano chiuse dai militari, sono riuscito a stento ad arrivare alla sede della nostra radio, che come le altre non può però trasmettere per un divieto imposto dai golpisti”. La voce di padre Davide Sciocco arriva al telefono tranquilla, ma anche rassegnata: per l’ennesima volta negli ultimi anni, la Guinea Bissau è di nuovo teatro di trame di potere che interrompono i tentativi di stabilizzazione pure fatti.

“In questo momento – prosegue il missionario del Pontificio istituto missioni estere – ci sono dei militari di guardia alla sede della nostra radio ‘Sol Mansi’ e la stessa situazione riguarda le altre emittenti. Le uniche a funzionare sono quelle che trasmettono da fuori il paese. Non ci sarebbero vittime”.

Dalle informazioni in possesso dell’interlocutore della MISNA sembra che il presidente ad interim Raimundo Pereira sia agli arresti così come alcuni ministri. Pare invece che Carlos Gomes Junior – già primo ministro e candidato alle presidenziali del partito al potere – sia riuscito a mettersi in salvo. Una situazione in divenire e ancora volatile, con i militari guidati dal capo di Stato maggiore dell’esercito, Antonio Indjai intervenuti a pochi giorni dal turno di ballottaggio del 29 aprile che avrebbe visto di fronte il favorito Gomes e Koumba Yala, leader del Partito di rinnovamento sociale.

Mentre non è ancora chiara quale sia la posizione di quest’ultimo rispetto al golpe, sembra evidente che i militari abbiano deciso di muoversi all’indomani della sospensione di una missione militare angolana nel paese (la Missang). Proprio ieri, infatti, il governo di Luanda ha deciso di sospendere la sua cooperazione con la Guinea Bissau dove è presente un contingente militare, ufficialmente incaricato di fornire sostegno per la riforma delle forze armate. In realtà, la missione ha nei fatti garantito anche la sicurezza dell’attuale esecutivo. Nelle scorse settimane Indijai aveva chiesto la fine della missione angolana, il governo si era invece opposto. Alla fine è stata Luanda deciderne la sospensione proprio per la mancata cooperazione dei vertici dell’esercito della Guinea Bissau.

Tentativo di golpe

Tutti se l'aspettavano...

da Misna.org

TENTATIVO DI GOLPE: MILITARI ANNUNCIANO PRESA DEL POTERE

Non è ancora chiaro dove si trovino l’ex primo ministro della Guinea Bissau, Carlos Gomes Junior, e il presidente ad interim Raimundo Pereira, ma in un messaggio letto ieri alla radio nazionale, l’esercito ha annunciato di aver preso il controllo del paese. Gomes Junior è il candidato alle presidenziali del Partito per l’indipendenza della Guinea Bissau e di Capo Verde (Paigc) e al primo turno del 18 marzo ha ottenuto il 48,97% delle preferenze. Al ballottaggio del 29 aprile (il condizionale adesso è d’obbligo) avrebbe dovuto sfidare Koumba Yala, leader del Partito di rinnovamento sociale, arrivato secondo con il 23,26% dei voti. Quest’ultimo aveva però annunciato di voler boicottare le elezioni denunciando brogli su larga scala.

I militari – che secondo fonti locali della MISNA nelle settimane scorse avevano inviato precisi messaggi a Gomes assassinando il colonnello Samba Djalo e costringendo alla fuga l’ex capo di Stato maggiore dell’esercito, José Zamora Induta, uomini entrambi vicini a Gomes – ieri hanno preso d’assalto la residenza dell’ex primo ministro e secondo fonti di stampa locale avrebbero anche arrestato il presidente Pereira.

Nei giorni scorsi governo e militari erano arrivati ai ferri corti per la presenza di un gruppo di militari angolani, ufficialmente in Guinea Bissau per cooperare nella riforma dell’esercito. Il capo di stato maggiore, Antonio Indjai, aveva ufficialmente chiesto la fine della missione; una richiesta respinta dal governo comunque sotto controllo di Gomes.

Negli ultimi anni, la vita politica interna nel piccolo paese dell’Africa occidentale è stata segnata da golpe, pronunciamenti militari e omicidi eccellenti. Una situazione resa complessa anche dalla presenza di gruppi della criminalità internazionale che sfruttano la Guinea Bissau per i loro traffici illeciti, in particolare di stupefacenti, trasformandola in base logistica intermedia tra America latina ed Europa.

mercoledì 28 marzo 2012

Elezioni/7

da Misna.org

PRESIDENZIALI: RECLAMI RESPINTI, BALLOTTAGGIO IL 22 APRILE

I risultati definitivi del primo turno delle elezioni presidenziali e l’annuncio della data del ballottaggio, fissato al 22 aprile: sono queste le notizie principali arrivate oggi dalla Guinea Bissau.

I dati di oggi, riferiti dalla Commissione nazionale per le elezioni (Cne), confermano i risultati provvisori: in testa con quasi il 49% delle preferenze resta Carlos Gomes Junior, il candidato del Partito per l’indipendenza della Guinea Bissau e di Capo Verde (Paigc); al secondo posto è confermato Koumba Yala, leader del Partito di rinnovamento sociale, con circa il 23% dei voti.

La Cne ha anche respinto i reclami di cinque candidati – tra cui lo stesso Koumba Yala – che hanno contestato la regolarità delle elezioni denunciando massicci brogli a favore di Gomes Junior. Il leader del Prs ha ribadito l’intenzione di non presentarsi al secondo turno.

“Sarebbe una situazione mai capitata prima in Guinea Bissau – dice alla MISNA padre Davide Sciocco, missionario del Pontificio istituto missioni estere, da anni in Guinea Bissau dove ha fondato Radio Sol Mansi – e secondo alcuni esperti nel caso in cui Koumba Yala dovesse ritirarsi si andrebbe a ritroso con il diritto a presentarsi al ballottaggio che andrebbe al terzo arrivato e così via”. Padre Davide dice che la situazione nel paese e a Bissau in particolare resta tranquilla e che stanno rientrando anche alcune divisioni all’interno del Paigc. Quest’ultimo non ha sostenuto in blocco il candidato ufficiale (Gomes Junior), alcune frange hanno infatti appoggiato Manuel Serifo Nhamadjo – del Paigc ma presentatosi come indipendente – arrivato terzo con il 15,75% delle preferenze.

domenica 25 marzo 2012

Tutti frutti


In attesa di altri aggiornamenti politici e molto probabilmente di altri casini... ci mangiamo un po' di buona frutta raccolta dall'orto dietro casa: papaia, cocco, arance.

venerdì 23 marzo 2012

Elezioni/6

da Misna.org

PRESIDENZIALI: ULTIME ORE PER RICORSI, FUGGE EX CAPO ESERCITO

Scade oggi il termine per la presentazione di eventuali ricorsi contro i risultati provvisori delle elezioni presidenziali anticipate tenutesi domenica scorsa. Secondo i dati diffusi alcuni giorni fa dalla Commissione nazionale delle elezioni (Cne), saranno l’ex primo ministro Carlos Gomes Junior e il leader del partito di rinnovamento sociale, Kumba Yala, a contendersi la poltrona di presidente della Guinea Bissau.

Ma lo stesso Kumba Yala, insieme ad altri quattro candidati di opposizione, ancora ieri ha ribadito la richiesta di annullare un voto, a suo parere, segnato da brogli e irregolarità pesanti a favore dell’ex primo ministro e candidato del Partito per l’indipendenza della Guinea Bissau e di Capo Verde (Paigc, al potere), che ha ottenuto il 48,97% dei consensi.

Due giorni fa intanto l’ex capo di Stato maggiore dell’esercito, José Zamora Induta, si è rifugiato all’interno della sede di rappresentanza dell’Unione Europea. Secondo fonti locali della MISNA, Induta teme di fare la fine del colonnello Samba Djalo, ex capo dei servizi informativi militari, ucciso a Bissau domenica scorsa. I due erano stati arrestati nell’ambito dell’inchiesta su una serie di omicidi eccellenti che hanno segnato la storia recente della Guinea Bissau. Secondo la fonte della MISNA, l’omicidio di Djalo potrebbe essere collegato all’esito del voto e costituire un messaggio per l’attuale classe dirigente.

mercoledì 21 marzo 2012

Elezioni/5

da Misna.og

PRESIDENZIALI: GOMES E KUMBA YALA AL SECONDO TURNO

Saranno l’ex primo ministro Carlos Gomes Junior e il leader del partito di rinnovamento sociale, Kumba Yala, a contendersi la poltrona di presidente della Guinea Bissau. Lo ha annunciato la Commissione nazionale delle elezioni (Cne) pubblicando i risultati del primo turno delle presidenziali tenutesi domenica.

Secondo i dati diffusi oggi, Gomes – che è candidato del Partito per l’indipendenza della Guinea Bissau e di Capo Verde (Paigc), al potere fin dall’indipendenza dal Portogallo – ha ottenuto il 48,97% delle preferenze, seguito a distanza da Kumba Yala a cui è andato il 23,36% dei voti. In terza posizione si è piazzato il vice-presidente del parlamento, Manuel Serifo Nhamadjo (15,75%), e in quarta l’ex presidente di transizione Henrique Rosa (5,4%). Circa il 55% degli aventi diritto è andato alle urne.

Kumba Yala, Nhamadjo e Rosa – insieme ad altri due candidati minori – ieri avevano chiesto l’annullamento del voto per manifeste irregolarità a favore di Gomes. Una denuncia accompagnata da prove di violazioni non registrate invece dalle missioni di osservatori internazionali secondo cui le operazioni si erano svolte regolarmente.

I candidati hanno adesso 48 ore di tempo per presentare formali ricorsi, se i risultati di oggi saranno confermati si andrà al secondo turno: la data deve essere decisa anche se alcune fonti di stampa internazionale ipotizzano il 22 aprile.

Elezioni/4

da Misna.org

PRESIDENZIALI, CINQUE CANDIDATI NE CHIEDONO L’ANNULLAMENTO

Denunciando “brogli massicci” cinque candidati alle elezioni presidenziali del 18 marzo hanno chiesto l’annullamento del voto. “Il processo elettorale è stato macchiato da irregolarità” hanno sostenuto ieri in conferenza stampa l’ex presidente Kumba Iala, Henrique Pereira Rosa, Afonso Té, Sherif Balde e Sherif Nhamadjo. Tra le irregolarità denunciate, l’esistenza di liste elettorali occulte, di false tessere elettorali, di doppi voti e di voti fittizi.

Le presunte irregolarità, secondo i cinque fra i nove candidati alle presidenziali, favorirebbero l’ex primo ministro Carlos Gomes Junior, del Partito per l’indipendenza della Guinea Bissau e di Capo Verde (Paigc), al potere fin dall’indipendenza dal Portogallo.

Gli osservatori internazionali inviati dalla Comunità dei paesi di lingua portoghese, dall’Unione Africana e dalla Comunità economica dei paesi dell’Africa occidentale hanno già espresso parere positivo sullo svolgimento delle elezioni.

Alle urne erano chiamati 579.000 elettori. Se nessuno dei candidati supererà il 50% delle preferenze, i primi due votati andranno al secondo turno. Al voto anticipato si è arrivati dopo la scomparsa, a gennaio, del presidente Malam Bacai Sanha, morto a Parigi in seguito a una lunga malattia.

lunedì 19 marzo 2012

Elezioni/3

da Misna.org

PRESIDENZIALI, DENUNCE DI BROGLI E IRREGOLARITÀ

“Hanno denunciato brogli e annunciato possibili ricorsi Kumba Iala e Henrique Pereira Rosa, due tra i principali candidati alla poltrona di presidente della Guinea Bissau”: lo riferisce alla MISNA padre Davide Sciocco, missionario del Pontificio istituto missioni estere (Pime), da anni in Guinea Bissau dove ha fondato una popolare emittente radiofonica, ‘Radio Sol Mansi’.

Secondo diverse e affidabili fonti, in molti seggi a votare si sono presentate persone in possesso di schede elettorali non proprie. Ed è questa una delle denunce fatte ieri dal direttore della campagna elettorale di Pereira Rosa. “Effettivamente – dice padre Davide – ci sono state molte segnalazioni di questo tipo ovvero di elettori che ai seggi hanno scoperto di aver già votato quando invece non era così. E’ evidente quindi che qualcuno li ha preceduti utilizzando schede elettorali irregolari”.

Tra qualche ora dovrebbero esprimere il loro giudizio gli osservatori internazionali inviati in Guinea Bissau. “Ma il vero controllo più che gli osservatori internazionali che si sono mossi tra l’altro in ritardo – conclude il missionario del Pime – lo hanno condotto i rappresentanti di partito, quelli della società civile e le radio”.

Elezioni/2

da Misna.og

PRESIDENZIALI TRANQUILLE, MA GIALLO SU OMICIDIO UFFICIALE

Si sono svolte nella calma ieri le operazioni di voto per le elezioni presidenziali anticipate in Guinea Bissau. Lo dicono diverse fonti locali e internazionali riferendo di una giornata tranquilla così come serena era stata l’intera campagna elettorale.
I risultati dovrebbero essere resi noti entro pochi giorni, nel frattempo è stata vietata la diffusione di qualsiasi dato parziale.
Unica nota stonata l’uccisione dell’ex capo dei servizi informativi militari, il colonnello Samba Djalo. Secondo varie fonti, Djalo è stato ucciso da uomini in divisa militare appostati davanti a un ristorante di Bissau dove ieri sera Djalo si era recato. Personaggio controverso, il cui nome è stato legato a omicidi eccellenti avvenuti negli ultimi anni in Guinea Bissau, in particolare a quello dell’ex capo di stato maggiore Batista Tagme Na Waie, nel 2009, Djalo era stato fino ad aprile 2010 direttore aggiunto dei servizi militari, prima di essere arrestato e detenuto per otto mesi. Dalla sua liberazione non ricopriva più alcun incarico ufficiale.

Domenica di elezioni in Guinea Bissau

Da Misna.org

"DOMENICA AL VOTO PER PRESIDENZIALI, SARÀ UNA SFIDA A QUATTRO"

“La campagna elettorale è stata tranquilla, senza momenti di tensione e anzi con episodi che fanno ben sperare: come quello di due candidati che si sono ritrovati nello stesso posto per un comizio e che si sono scambiati le rispettive ‘magliette elettorali’ in segno di concordia. O ancora come le tante marce di sostenitori che a Bissau si sono incrociate senza mai causare incidenti dando vita anzi a ‘spettacoli’ musicali e cori di accompagnamento”. Raggiunto dalla MISNA in Guinea Bissau, padre Davide Sciocco, missionario del Pontificio istituto missioni estere (Pime), racconta l’atmosfera che si vive nel paese a due giorni dalle elezioni presidenziali anticipate in programma domenica.

“Secondo l’opposizione – prosegue il missionario – la nota dissonante è stata il sostegno esplicito dei ministri del governo e della stessa primo ministro ad interim, Adiato Diallo Nandigna, al candidato del Partito per l’indipendenza della Guinea Bissau e di Capo Verde (Paigc, al potere), Carlos Gomes Junior. Gomes, già primo ministro, ha di fatto potuto contare su più mezzi rispetto ai diretti avversari. Un altro punto controverso è stato poi il mancato rinnovo delle liste elettorali ferme al 2009: di conseguenza non potrà votare chi ha compiuto 18 anni negli ultimi tre anni”.
In lizza per la poltrona di presidente ci sono nove candidati dopo il ritiro di Ibraima Alfa Djalo: l’esponente del Congresso nazionale africano si è fatto da parte in aperta polemica per la mancata registrazione negli elenchi elettorali di 128.000 giovani e ha accusato il governo di aver volontariamente escluso i cittadini residenti all’estero.

“Tra i nove candidati restanti – prosegue padre Davide – il favorito è sicuramente Gomes. A essere in grado di rivaleggiare con il candidato del Paigc dovrebbero essere in tre: il vicepresidente del Parlamento Manuel Serifo Nhamadjo che si presenta come indipendente e che gode di un largo seguito tra la comunità musulmana; Kumba Yala, del Partito di rinnovamento sociale e che in passato è sempre arrivato primo o secondo; Henrique Pereira Rosa, ex presidente di transizione, anch’egli indipendente, arrivato terzo alle precedenti elezioni”.

Si vota domenica dalle 7 alle 18, ora locale: alle urne sono chiamati 579.000 elettori (ieri hanno votato i militari). Le operazioni elettorali saranno seguite da missioni di osservatori inviate da Unione Africana, Comunità dei paesi lusofoni, Unione Europea e Regno Unito. Se nessuno dei candidati supererà il 50% delle preferenze, i primi due votati andranno al secondo turno. Al voto anticipato si è arrivati dopo la prematura scomparsa, a gennaio, del presidente Malam Bacai Sanha, morto a Parigi in seguito a una lunga malattia.



Aggiornamenti: la domenica di voto è andata bene. Purtroppo però ieri sera è stato ucciso un vecchio capo militare, coinvolto in un antico tentativo di golpe. Continuano i "soliti" regolamenti di conti tra militari...

lunedì 5 marzo 2012

Lungo il rio Cacheu

Qualche foto dell'escursione lungo il fiume Cacheu.
Prima della partenza troviamo una barca piena di donne che si apprestavano ad andare per una settimana in un posto nella foresta dove avrebbero celebrato una cerimonia tradizionale alla presenza del Balobero. Le donne cantavano con forza e dalla banchina rispondevano e le accompagnavano.



 Poi inizia il nostro giro in canoa lungo il fiume.






domenica 4 marzo 2012

L'elemento negro

A Cacheu si trova un forte dove venivano rinchiusi gli schiavi che stavano per essere portati a Capo Verde e poi infine in Brasile. Nella foto si vede ancora il pentolone dove potevano cibarsi gli schiavi (ne avevo parlato già in un vecchio post).
Oggi parlavo con un amico brasiliano il quale mi diceva che il suo paese ha un debito molto forte con l'Africa. Pensava alla cultura, alla musica, alla creatività...  E oggi lui ringrazia di vivere in un paese dove si sono mischiate la razza europea, con quella indigena e con quella africana. Si sono mischiate in maniera violenta ma oggi le conseguenze sono molto buone!